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Laurea

C'è un gesto che si ripete uguale da più di duemila anni: nel giorno della laurea, sul capo del neolaureato compare un cerchio di foglie verdi e lucide. È l'alloro, e non è un ornamento qualsiasi. Dietro quelle foglie ci sono un dio greco, i poeti dell'antichità, i generali di Roma e, oggi, ogni studente che a Torino esce da UniTo o dal Politecnico con il titolo in mano. Ecco perché si mette la corona d'alloro alla laurea, e cosa significa davvero.
Nell'antica Grecia l'alloro era la pianta sacra ad Apollo, dio della luce, della musica, della poesia e della conoscenza. Il mito racconta che Apollo si innamorò della ninfa Dafne che, per sfuggirgli, venne trasformata in un albero di alloro: da allora il dio ne fece la sua pianta e ne portò sempre una corona sul capo. Non a caso «dafne» è ancora oggi il nome greco dell'alloro.
Da quel legame divino l'alloro passò agli uomini di valore. Ai Giochi Pitici, celebrati in onore di Apollo, i vincitori ricevevano una corona di foglie di alloro; la stessa corona incoronava i poeti più grandi. A Roma la tradizione si allargò al trionfo militare: i generali e gli imperatori che tornavano vittoriosi sfilavano cinti d'alloro, la corona trionfale che diceva a tutti «questo uomo ha vinto». Sapienza e vittoria, fin dall'inizio, erano racchiuse nelle stesse foglie.
In latino l'alloro si chiama laurus, e la corona di foglie era la laurea. È da qui che nasce la parola che oggi usiamo per il traguardo universitario: chi la conseguiva veniva letteralmente «coronato d'alloro», cioè laureato. Persino il termine baccalaureato conserva la traccia botanica dell'origine, dalle bacche dell'alloro. Insomma, non è la pianta ad aver preso il nome dal titolo: è il titolo ad aver preso il nome dalla pianta.
| Epoca | Chi la portava | Cosa significava |
|---|---|---|
| Grecia antica | Poeti e atleti vincitori | Talento, favore di Apollo, vittoria |
| Roma | Generali e imperatori | Trionfo, onore, potere |
| Medioevo e Rinascimento | Poeti «laureati» | Eccellenza intellettuale |
| Oggi | Neolaureati | Traguardo di studio e merito |
Il significato è rimasto sorprendentemente coerente nei secoli. La corona d'alloro racconta tre cose insieme: la vittoria personale, perché una laurea è una prova lunga e faticosa portata a termine; la sapienza, cioè il sapere costruito anno dopo anno; il merito, il riconoscimento pubblico di un traguardo raggiunto con impegno. Indossarla il giorno della proclamazione, o riceverla in dono da chi ci vuole bene, è un modo antico e diretto per dire «ce l'hai fatta». Non serve spiegarlo: quelle foglie parlano da sole.
La corona d'alloro alla laurea è soprattutto una tradizione italiana: in gran parte del mondo il neolaureato indossa il tocco e la toga, mentre da noi resta protagonista la corona di foglie verdi, spesso arricchita con un fiocco e qualche dettaglio floreale. È un'usanza viva, che si rinnova a ogni sessione davanti alle facoltà.
Da Emozioni Fiori, nel negozio di Via Giambattista Pergolesi 9a a Torino, la fiorista Raluca Ungureanu prepara le corone di laurea Torino a mano in alloro fresco. Il fiocco è personalizzabile nel colore preferito, e su richiesta si aggiungono bacche rosse, roselline fresche o gypsophila. Consegniamo in giornata a Torino entro le 12:30 ed è possibile ritirare in negozio: serviamo studenti di UniTo e del Politecnico. Se stai scegliendo, può aiutarti il nostro articolo sui colori del fiocco e il significato per facoltà; e quando la festa è finita, ecco come conservare la corona d'alloro dopo la laurea per farne un ricordo che dura.
Perché si usa l'alloro per la laurea?
Perché nell'antichità l'alloro era la pianta sacra ad Apollo, dio della sapienza e della poesia, e incoronava poeti e vincitori. Da quel simbolo di conoscenza e vittoria deriva l'usanza di cingere d'alloro chi raggiunge il traguardo degli studi.
Cosa simboleggia la corona d'alloro?
Simboleggia insieme vittoria, sapienza e merito: il riconoscimento pubblico di un percorso di studio portato a termine con impegno.
Da dove viene la parola laurea?
Dal latino laurus (l'alloro) e laurea (la corona di alloro): chi conseguiva il titolo veniva «coronato d'alloro», cioè laureato. Il nome del titolo nasce così dalla pianta.