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Le sei piante delle feste: cosa sono, cosa significano e come tenerle in casa.

I fiori e le piante che si legano al Natale sono soprattutto sei: la stella di Natale, il cactus di Natale, l'amaryllis, la rosa di Natale, cioè l'elleboro, il vischio e l'agrifoglio. Stella e cactus fioriscono in inverno perché reagiscono alle giornate corte, l'elleboro fiorisce da dicembre a marzo e l'amaryllis è un bulbo che sboccia in casa sei-otto settimane dopo l'invaso; vischio e agrifoglio si usano per i rami e le bacche. Tra i fiori recisi, nei mazzi di dicembre si trovano rose bianche e rosse, ranuncoli e garofani con l'abete.
Per ognuno trovi cos'è, cosa significa o da quale tradizione arriva, come si cura in casa e a chi regalarlo.
| Pianta | Nome botanico | Quando | In casa | Per cani e gatti |
|---|---|---|---|---|
| Stella di Natale | Euphorbia pulcherrima | Brattee colorate in inverno | Luce senza sole diretto, tra 15 e 21 °C | Poco tossica: il lattice irrita |
| Cactus di Natale | Schlumbergera | Fiorisce in autunno e in inverno | Luce indiretta, acqua moderata | Non tossico |
| Amaryllis | Hippeastrum | Fiorisce 6-8 settimane dopo l'invaso | Luce, poi un posto più fresco | Tossico |
| Rosa di Natale | Helleborus niger | Fiorisce da dicembre a marzo | Pochi giorni dentro, poi all'aperto | Velenosa |
| Vischio | Viscum album | Rami con bacche bianche | Appeso, lontano dal calore | Tossico, soprattutto le bacche |
| Agrifoglio | Ilex aquifolium | Rami con bacche rosse | Pianta da esterno, rami in casa | Tossico, in modo lieve |
Le indicazioni su cani e gatti vengono dall'ASPCA, l'associazione americana per la protezione degli animali, e dalla Penn State University; l'elleboro è velenoso in tutte le sue parti. Se un animale mangia una pianta e sta male, chiama subito il veterinario.
La stella di Natale, Euphorbia pulcherrima, è originaria del Messico e dell'America centrale. Quelle che sembrano grandi petali rossi sono brattee, cioè foglie colorate; i fiori veri sono i piccoli bottoni gialli al centro. Si colora in inverno perché fiorisce quando le giornate si accorciano. In Messico la chiamano Nochebuena, come la notte della Vigilia; in inglese poinsettia, da Joel Roberts Poinsett, il primo ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, che la portò nel suo Paese negli anni Venti dell'Ottocento.
La stella di Natale bianca. Esistono varietà con brattee bianche, crema o rosa, che si curano esattamente come quella rossa. Non hanno un significato diverso: cambia il colore, e il bianco sta bene su una tavola chiara o accanto all'argento.
Come farla tornare rossa. Dopo le feste si tiene come pianta verde. Per farla colorare di nuovo, la Royal Horticultural Society inglese consiglia di metterla al buio completo dopo dodici ore di luce, ogni giorno da novembre, lontano da lampade accese, e di tenerla intorno ai 13 °C.
È velenosa? Molto meno di quanto si dice. Il lattice bianco può irritare pelle e occhi, e se un cane o un gatto ne mangia può avere qualche disturbo di stomaco che di solito passa da solo. Meglio comunque tenerla dove non arrivano.
A chi regalarla. È il pensiero classico per chi ti ospita a cena, per i colleghi o per un vicino: con luce e senza freddo dura tutte le feste. Come sceglierne una sana e farla durare è spiegato nella guida alla stella di Natale.
Il cactus di Natale, Schlumbergera, è molto diverso dai cactus del deserto. Viene dalle montagne costiere del sud-est del Brasile, dove cresce sui rami degli alberi coperti di muschio e tra le rocce, in boschi umidi e nebbiosi. Non ha vere spine ma fusti piatti a segmenti, e i fiori, bianchi, rosa, gialli, arancio, rossi o viola, spuntano in punta. In Brasile lo chiamano flor de maio, fiore di maggio, perché nell'emisfero sud fiorisce in quel mese. È la «pianta grassa di Natale» che molti cercano con questo nome.
A chi regalarlo. A chi ha cani o gatti: secondo l'ASPCA non è tossico per loro. E a chi vuole una pianta che dura e, curata bene, rifiorisce ogni inverno.
Quello che si vende come amaryllis è quasi sempre un Hippeastrum, un bulbo delle regioni tropicali e subtropicali delle Americhe; la vera Amaryllis belladonna è sudafricana, e i due nomi si confondono da tempo. Il nome viene da Amarillide, una pastorella delle Bucoliche di Virgilio, e dal greco amarysso, scintillare. Ogni bulbo fa uno o due steli alti con grandi fiori a trombetta, rossi, bianchi, rosa, salmone o striati, e si vende in bulbo o già in boccio tra novembre e dicembre.
A chi regalarlo. A chi ama veder crescere qualcosa giorno per giorno: un bulbo invasato a inizio novembre fiorisce intorno alle feste, uno regalato a dicembre tra gennaio e febbraio. È tossico per cani e gatti: non è il regalo giusto per chi ne ha.
Si chiama rosa di Natale ma non è una rosa: è l'elleboro nero, Helleborus niger, della famiglia delle ranuncolacee. Cresce spontaneo sulle Alpi, anche in Italia, dal Piemonte al Friuli, e fiorisce da dicembre a marzo, quando quasi tutto il resto riposa. I fiori sono bianchi e con il tempo virano al rosa.
A chi regalarla. A chi ha un balcone o un giardino: è una pianta perenne che rifiorisce ogni inverno. Tutta la pianta è velenosa, quindi va tenuta lontana da bambini e animali.
Il vischio, Viscum album, è un sempreverde che vive sui rami di altri alberi, latifoglie e conifere. È un'emiparassita: prende acqua e sali minerali dalla pianta che lo ospita, ma con le sue foglie fa la fotosintesi da solo. D'inverno, quando gli alberi sono spogli, si vedono i suoi ciuffi tondi pieni di bacche bianche.
È una delle piante d'inverno con più storia. Plinio il Vecchio racconta che i druidi, i sacerdoti dei Galli, lo consideravano sacro, soprattutto quando cresceva sulle querce. In Inghilterra l'usanza di baciarsi sotto il vischio a Natale è documentata alla fine del Settecento. In Italia il bacio sotto il vischio si scambia soprattutto a Capodanno, come augurio per l'anno che arriva: per questo il vischio si regala come portafortuna. Altri fiori e piante che si regalano come augurio sono nella guida ai fiori portafortuna.
Il vischio di dicembre è un ramo reciso: appendilo in un punto fresco, lontano da termosifoni e camino. Le bacche sono tossiche: quando cominciano a cadere raccoglile subito, soprattutto se in casa ci sono bambini, cani o gatti.
A chi regalarlo. A una coppia, o a chi passa con te il Capodanno.
L'agrifoglio, Ilex aquifolium, è un arbusto sempreverde con foglie lucide e spinose e bacche rosse in inverno. Il nome viene dal latino acrifolium, «foglia appuntita». Le piante sono maschili o femminili, e le bacche le fanno solo le femmine, con un maschio vicino: se ne compri uno per il giardino e vuoi le bacche, chiedi una pianta femmina.
Come gli altri sempreverdi, è un segno di vita che continua nel cuore dell'inverno, e per questo si usa da secoli nelle decorazioni di dicembre. Nella tradizione cristiana, come nel canto inglese The Holly and the Ivy, le foglie spinose ricordano la corona di spine e le bacche rosse il sangue di Cristo.
In vaso o in giardino sta all'aperto, al sole o a mezz'ombra, con la terra fresca. In casa si portano i rami, che reggono bene nei mazzi e nelle ghirlande. Le bacche sono tossiche per le persone e, in modo più lieve, per cani e gatti: tienile lontane dal cibo e dai più piccoli.
A chi regalarlo. Più che un regalo è una decorazione: rami per la porta, per una ghirlanda o per la tavola. Le nostre ghirlande sono raccontate nella guida alle ghirlande di Natale.
Il rosso e il bianco, con il verde, sono i colori del Natale, e quasi ogni pianta delle feste ha la sua versione. Rossi sono la stella di Natale classica, l'amaryllis, molti cactus di Natale, le bacche dell'agrifoglio e, tra i recisi, ranuncoli e rose rosse. Bianchi sono l'elleboro, la stella di Natale bianca, l'amaryllis bianco, le bacche del vischio e le rose bianche. Con l'abete, rosso e bianco insieme sono la combinazione più sicura.
Se invece di una pianta preferisci un mazzo, a dicembre i fiori recisi più adatti sono quelli che reggono il caldo delle case: rose bianche e rosse, ranuncoli e garofani, con rami di abete, pino o cedro, bacche, pigne e fettine di arancia essiccata. Un mazzo così dura circa una settimana, il verde anche di più.
Il nostro bouquet natalizio ha ranuncoli rossi, rose bianche, garofani verdi e abete, con arancia essiccata e bacche, e costa 30, 40 o 52 € secondo la misura. Lo consegniamo a Torino e cintura, in giornata dal lunedì al sabato per gli ordini entro le 12:30, oppure puoi ritirarlo nel negozio di via Pergolesi 9a. In un vaso basso diventa anche un centrotavola: come sceglierlo e farlo durare è spiegato nella guida al centrotavola di Natale.

Tutti i prodotti delle feste sono nella collezione di Natale. Per un consiglio su cosa scegliere scrivici su WhatsApp o chiamaci al 340 470 9209.
I più legati al Natale sono la stella di Natale, il cactus di Natale, l'amaryllis, la rosa di Natale (elleboro), il vischio e l'agrifoglio. Tra i fiori recisi, a dicembre si usano rose bianche e rosse, ranuncoli e garofani con abete, pino e bacche.
La stella di Natale a chi ti ospita o ai colleghi; il cactus di Natale a chi ha cani o gatti, perché non è tossico per loro; un bulbo di amaryllis a chi ama vederlo fiorire; l'elleboro a chi ha un balcone o un giardino.
Vicino a una finestra luminosa ma senza sole diretto, tra 15 e 21 °C, lontano da correnti fredde e termosifoni. Va bagnata solo quando la terra in superficie è asciutta, svuotando poi il sottovaso.
Da ottobre servono almeno dodici ore di buio al giorno e notti fresche, senza luci accese vicino la sera. Quando ha i boccioli non va spostato né messo vicino a correnti o fonti di calore, altrimenti li perde.
Elleboro, o elleboro nero (Helleborus niger). Non è una rosa ma una ranuncolacea delle Alpi, che fiorisce da dicembre a marzo.
È un simbolo di buon augurio. In Italia ci si bacia sotto il vischio soprattutto a Capodanno; in Inghilterra il bacio sotto il vischio a Natale è documentato dalla fine del Settecento, e già Plinio il Vecchio racconta che i druidi lo consideravano sacro.
Amaryllis, vischio, elleboro e agrifoglio sono tossici. La stella di Natale lo è poco: il lattice può irritare e dare lievi disturbi di stomaco. Il cactus di Natale, secondo l'ASPCA, non è tossico.
Il nostro mazzo di Natale